Occupazione e inclusione sociale: primo bilancio della LR 14/2015

Oltre 5.700 persone fragili e vulnerabili prese in carico

L’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Patrizio Bianchi, ha presentato un primo bilancio della legge 14 del 2015 in Commissione assembleare, dove è stata illustrata la cosiddetta “clausola valutativa” della legge.

La legge 14 del 2015 disciplina - attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari - l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità.


Sono 5.762, in Emilia-Romagna, le persone in condizione di fragilità e vulnerabilità sociale e lavorativa che in meno di un anno, da ottobre 2017 a settembre 2018, sono state prese in carico e avviate a un percorso di inserimento lavorativo e inclusione sociale. Di queste, 994 sono state inserite al lavoro. 28mila, inoltre, gli interventi programmati, con un impegno economico della Regione di 22,5 milioni di euro. 

Le parole dell'assessore alla Formazione e al Lavoro

“Parliamo di persone per le quali le difficoltà, se non affrontate, rischiano di aggravarsi, trascinandole progressivamente ai margini di tutte le opportunità, ha spiegato l’assessore Patrizio Bianchi in Commissione. Persone le cui competenze non sono coerenti con quelle richieste dal mercato del lavoro e che versano in condizioni, ad esempio, di disagio economico, di solitudine, di difficoltà nell’accudimento dei figli o degli anziani, di limitata integrazione sociale.”
“Dare un’opportunità effettiva a queste persone ha richiesto un lavoro preparatorio lungo e complesso. È stato necessario integrare tre diverse pubbliche amministrazioni nelle modalità operative, coinvolgere soggetti privati accreditati in un rapporto di stretta collaborazione col pubblico e far convergere un insieme di risorse di natura economica, professionale e informatica dedicate esclusivamente all’obiettivo, ha sottolineato Patrizio Bianchi. L’attuazione di questa legge - una legge innovativa e anticipatrice approvata dalla Regione Emilia-Romagna nel 2015 con l’obiettivo di dare risposte concrete a quella componente della società regionale che ha faticato di più nonostante la ripresa del ciclo economico nel nostro territorio - ci dice quanto il problema della povertà e della fragilità delle persone sia complesso e non affrontabile attraverso slogan e semplificazioni. Il lavoro non si crea per decreto ma accompagnando le persone, una alla volta, con programmi personalizzati verso un lavoro adeguato alle caratteristiche e potenzialità di ognuno”.  

I primi risultati ottenuti

Dal momento dell’emanazione della legge, la Regione ha provveduto a costruire le condizioni istituzionali, tecniche e professionali necessarie e ha messo le risorse finanziarie a disposizione dei 38 distretti socio-sanitari, cioè i punti di riferimento più accessibili e vicini alle persone, su cui poggia l’erogazione dei servizi.
Ammontano a 22,5 milioni di euro le risorse impegnate per una prima attuazione della legge, di cui 20 del Fondo sociale europeo, e le restanti provenienti dai Comuni e dal Fondo sanitario regionale.  
Una equipe multi-professionale, composta da un operatore dei servizi per il lavoro e, in base al caso trattato, da operatori dei servizi sociali e/o sanitari, alternativi o in compresenza, è stata attivata in ognuno dei 38 distretti della regione. E 38 sono anche i soggetti attuatori - enti accreditati per l’erogazione di servizi per il lavoro, enti di formazione accreditati e cooperative sociali - che hanno la responsabilità di accompagnare il cittadino nella realizzazione del percorso personalizzato definito dall’equipe insieme al diretto interessato. Da ottobre 2017 a settembre 2018 sono state 16.676 le persone che si sono rivolte ai servizi, la maggioranza (12.053) di nazionalità italiana, 630 di cittadinanza Ue e 3.993 extra Ue.
Le persone prese in carico, cioè coloro i quali presentano una molteplicità di problematiche - lavorativa, sociale e/o sanitaria - sono 5.762, per le quali è stato predisposto un programma personalizzato.
Per il 63% risultavano disoccupate nel 2016 e il 77% lo erano nel 2017, percentuale che sale all’81,9% per coloro che hanno mantenuto lo stato di disoccupazione in entrambi gli anni: un dato che dimostra come una larga parte dei cittadini presi in carico versava in una condizione di disoccupazione cronicizzata e, in alcuni casi, di lunga durata.
Il 51% delle persone prese in carico sono donne, il 17,7% ha più di 55 anni. La maggioranza (3.281) ha avuto accesso alle misure della legge 14 attraverso i servizi sociali o quelli per il lavoro (1.732).
Gli interventi attivati sono circa 28mila. Si tratta in particolare di corsi di formazione permanente e orientamento specialistico, tirocini di orientamento, formazione, inserimento/reinserimento finalizzati all'inclusione sociale, interventi di accompagnamento al lavoro e sostegno nella fase di inserimento, contributi economici per il trasporto. Per quasi il 68% dei 5.762 utenti presi in carico (3.903) il tirocinio è stato considerato come la politica attiva più idonea per avviare o proseguire un percorso di qualificazione/riqualificazione.
Tra gli interventi di natura sociale e sanitaria previsti nei programmi personalizzati delle persone prese in carico, il 41% del totale (oltre 1.800) sono contributi economici a integrazione del reddito familiare.
1.342 le persone prese in carico che hanno fatto domanda di Reddito di inclusione (443), Reddito di solidarietà (907) o Sostegno per l’inclusione attiva (42).
994 quelle che hanno concluso il programma personalizzato e avuto un contratto di lavoro, la maggioranza (80,4%) a tempo determinato.

 

Per saperne di più

Clausola valutativa - Relazione sull’attuazione della Legge Regionale n.14/2015 – Novembre 2018

 

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Pubblicato il 18/02/2019 — ultima modifica 13/03/2019

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