Online i rapporti provinciali e il rapporto regionale sul lavoro dipendente

I rapporti relativi al II trimestre 2018 analizzano i flussi di lavoro registrati negli archivi del SILER

L’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia-Romagna, per arricchire e rendere più coerente il quadro delle principali dinamiche del mercato del lavoro, ha sviluppato un modello di osservazione congiunturale fondato, come risorsa statistica distintiva, sui flussi di lavoro dipendente (attivazioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro e conseguenti variazioni delle posizioni lavorative) registrati negli archivi SILER (Sistema Informativo Lavoro Emilia-Romagna) delle Comunicazioni obbligatorie (CO) dei Centri per l’Impiego. Il modello di analisi congiunturale e di destagionalizzazione delle serie storiche adottato, ha voluto prendere come paradigma di riferimento il modello di osservazione congiunturale dei flussi di lavoro dipendente desunti dalle CO, recentemente adottato nelle note trimestrali sulle tendenze dell’occupazione, realizzate congiuntamente da ISTAT, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, INAIL e ANPAL.

L’osservazione congiunturale dei flussi di lavoro dipendente in un mercato del lavoro è volta a determinare:

  • quanto sono aumentate/diminuite, nel trimestre oggetto di indagine rispetto al trimestre precedente, al netto dei fenomeni di stagionalità, le attivazioni e le cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente e quanto, di conseguenza, sono aumentate/diminuite le posizioni lavorative dipendenti, la cui variazione è misurata dal saldo attivazioni-cessazioni;
  • quanto sono aumentate/diminuite le posizioni lavorative dipendenti nei settori di attività economica e secondo la tipologia contrattuale dei rapporti di lavoro.

 

Il quadro dei flussi di lavoro dipendente

L’aggiornamento dei dati al 30 giugno 2018, se da una parte conferma la rilevanza della ripresa del lavoro dipendente in Emilia-Romagna, che dal primo trimestre 2015 fino al primo trimestre 2018 ha portato alla creazione netta di ben 120 mila posizioni lavorative, dall’altra ha evidenziato una battuta d’arresto nella dinamica dei flussi nel secondo trimestre 2018: le attivazioni dei rapporti di lavoro dipendente, infatti, hanno registrato a livello regionale una modesta flessione in termini congiunturali (-0,9%) che, a fronte invece di una crescita congiunturale delle cessazioni pari al 2,5%, ha comportato una variazione negativa delle posizioni lavorative dipendenti nel totale economia pari a 1.213 unità, misurata dal saldo destagionalizzato fra attivazioni e cessazioni. Questa battuta di arresto della domanda di lavoro risulta spiegata a livello regionale da una sostanziale stasi della domanda espressa dall’Industria in senso stretto, da una diminuzione delle posizioni lavorative dipendenti nel Commercio, alberghi e ristoranti e, più in generale, da una variazione negativa nella componente a tempo determinato, che aveva giocato invece un ruolo determinante nell’ultima fase della ripresa (71 mila posizioni in più nel biennio 2016-2017).

 

Per saperne di più

I rapporti provinciali

I rapporti regionali

 

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Pubblicato il 17/10/2018 — ultima modifica 17/10/2018

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