Seguici su

Online la nuova nota sulle dinamiche del mercato del lavoro regionale

Aggiornamento delle tendenze in atto nel 2020 e nei primi 2 mesi del 2021

È stata pubblicata la nuova nota sulle dinamiche del mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna nella sezione dell’Osservatorio del mercato del lavoro in cui vengono pubblicate statistiche e analisi sull'andamento del mercato del lavoro in Emilia-Romagna e documentazione di approfondimento su aspetti specifici del lavoro.

L’aggiornamento dei dati al 28 febbraio 2021 porta all’attenzione rilevanti novità sull’andamento del lavoro dipendente, sia a livello nazionale che regionale, consentendo un primo bilancio sul difficile anno 2020.

Nel quarto trimestre 2020 si è registrato il recupero integrale (dal punto di vista quantitativo) delle posizioni dipendenti perdute in seguito al «lockdown» - dal 9 marzo al 18 maggio 2020 - tanto in Emilia-Romagna che in Italia (stimate, rispettivamente, in -33 mila e -325 mila unità).

La perdita netta di posizioni dipendenti, misurata dal saldo destagionalizzato attivazioni-cessazioni, prodotta dal «primo impatto» dell’epidemia di COVID-19 si è concentrata nei mesi del «lockdown» (-33.457 unità fra marzo e maggio 2020, secondo le stime aggiornate).

La forte crescita congiunturale delle assunzioni alla «riapertura» (41,5% a maggio, 26,7% a giugno e 26,3% a luglio) ha portato al completo recupero delle posizioni perdute in precedenza già ad ottobre (36.120 posizioni in più da giugno a ottobre 2020), una rimonta peraltro proseguita fino alla fine dell’anno e nei primi due mesi del 2021, nonostante le nuove misure di confinamento imposte dalla «seconda ondata» pandemica.

L’anomala oscillazione «a V» che ha contraddistinto la dinamica degli indicatori economici, resta spiegata infatti, quasi per intero, dall’inedita caduta del lavoro temporaneo nei servizi in seguito al «lockdown» e dal successivo «rimbalzo», in questo stesso vasto segmento del mercato del lavoro, alla «riapertura» delle attività.

Nel mese di febbraio 2021 le assunzioni restano però ancora all’87% del livello anteriore allo scoppio della pandemia, risentendo dei reiterati «stop and go» imposti dalla «seconda ondata» pandemica dal dicembre 2020.

Solo le misure anticrisi e la spesa sociale hanno però mitigato il bilancio 2020 delle posizioni dipendenti, in Emilia-Romagna come in Italia. Nonostante il pesante impatto della crisi nella prima metà dell’anno, il bilancio 2020 delle posizioni dipendenti si è chiuso con una modesta crescita (9.844 unità in più). Ciò è stato infatti consentito dalla sospensione dei licenziamenti, dagli ammortizzatori sociali e dagli incentivi a sostegno del lavoro a tempo indeterminato (24.343 posizioni in più) che ha più che compensato la perdita di posizioni a tempo determinato (-12.862 unità). D’altro canto, la perdita di posizioni dipendenti nel settore commercio, alberghi e ristoranti (-10.577 unità) è stata compensata solo dalla crescita delle posizioni nell’istruzione e nella sanità (rispettivamente 9.727 e 3.434 unità in più).

L’eccezionalità degli eventi legati all’emergenza sanitaria segna anche i dati INPS: nel 2020 in Emilia-Romagna sono state autorizzate ben 417,8 milioni di ore di CIG e Fondi di solidarietà (volume mai rilevato prima) e tale tendenza è proseguita anche nei primi due mesi del 2021 con 29,1 milioni di ore di CIG e Fondi di solidarietà: 17,4 milioni di ore di Cassa integrazione guadagni (59,8%) e 11,7 milioni di ore di Fondi di solidarietà (40,2%), di cui la quasi totalità collegate alla causale Covid-19.

Per approfondire

La nota di sintesi sul mercato del lavoro regionale - aprile 2021 (pptx2.06 MB)

La sezione dell'Osservatoriodel mercato del lavoro

Quadro di sintesi delle dinamiche annuali descritte dalle stime della Rilevazione ISTAT sulle forze di lavoro (pdf906.57 KB)

Azioni sul documento

pubblicato il 2021/05/03 18:04:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-06T10:29:05+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi?

Piè di pagina